Carissimi,

ogni anno durante la funzione  delle Ceneri il parroco ci dice:” Convertiti e credi al Vangelo”.

La richiesta di Conversione è rivolta al nostro cuore dal grido con cui Gesù ha dato inizio al suo mistero di Predicazione, collocandosi in continuità con le richieste di ritorno al Signore di Osea, di Geremia e di tutti i profeti fino a Giovanni Battista  anche Gesù chiede conversione, cioè ritorno al Dio unico e vero.

In ebraico il termine Conversione è detto Teshuvah dal verbo SHUV che appunto significa «ritornare» o «rispondere»  che fa della conversione, del sempre rinnovato ritorno al Signore, la responsabilità della Chiesa nel suo insieme e di ciascun singolo Cristiano.

Mentre attendiamo il ritorno del Signore che verrà a prendere pieno possesso del suo Regno, non possiamo restare con le braccia conserte. L'espansione del Regno di Dio non è soltanto compito ufficiale dei  membri della Chiesa che rappresentano Cristo perché hanno ricevuto da Lui i poteri sacri.

Anche noi siamo corpo di Cristo,  e abbiamo ricevuto il mandato preciso di "negoziare" fino alla fine. Dai tempi della nostra prima decisione cosciente di vivere integramente la dottrina di Cristo, abbiamo fatto molti passi sulla strada della fedeltà alla sua Parola. Eppure, non è vero che restano ancora tante cose da fare?

C'è indubbiamente bisogno di un nuovo cambiamento, di una lealtà più piena, di un'umiltà più profonda, affinché diminuisca il nostro egoismo e Cristo cresca in noi. Non si può rimanere inerti.

D'altronde non c'è altra strada se si desidera essere coerenti con la vita divina che Dio stesso, mediante il BATTESIMO, ha fatto nascere nelle nostre anime.

Andare avanti significa progredire in santità; si retrocede, invece, se si rinuncia allo sviluppo della vita cristiana.

Cresce la mia fedeltà a Cristo, il mio desiderio di santità? Cresce la generosità apostolica nella mia vita di ogni giorno, nel mio lavoro ordinario, fra i miei colleghi?

Ognuno giorno io provo a rispondere silenziosamente, in cuor mio, a queste domande ed ogni volta  scopro che è sempre più  necessaria una nuova trasformazione perché Cristo viva in me, perché la sua immagine si rifletta limpidamente nella mia condotta.

 vostro fratello parroco Ernesto

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